Il conflitto più grande è quello con noi stessi, con il nostro io più superficiale e con quello più profondo. Ce lo portiamo avanti a volte per tutta la vita! Il conflitto con noi stessi lo si annulla trovando la pace e l’armonia con la nostra anima. Come? In diversi modi, uno può essere quello di pensare a noi stessi come un’anima dentro un corpo. Noi siamo anima, spirito, e i conflitti vanno visti positivamente perchè ci fanno evolvere!

sophiabarbonSophia Barbon

Per me  tutta la vita è fatta di conflitti più o meno importanti , li troviamo :
nella famiglia , nel mondo del lavoro , nella scuola , nelle comunità , in noi stessi .
Però per affrontare e risolvere un conflitto grande o piccolo che sia, bisogna condividere,
cioè mettere da parte il proprio EGO per ascoltare, in silenzio ,le esigenze
dell’altro, per poter capire e affrontare le problematiche che si presentano
e cercare di risolverle assieme .
Quindi :
ascolto , silenzio , condivisione e rispetto , sono per me le cose principali
per affrontare e cercare di risolvere il conflitto .

annamaria-fedalto

Annamaria Fedalto

 

È insito nella natura stessa degli esseri umani, soprattutto se lo si considera come il conflitto di due “cose” opposte, l’una determina l’esistenza dell’altra.

Il difficile è trovare il momento o il significato positivo in ogni conflitto per quanto grave esso sia.

Con l’anima di un inguaribile ottimista vi dico che la parola « Pace » non avrebbe nessun significato senza conoscere la parola Guerra.

annarosa-cestaroAnnarosa Cestaro

 

Non mi sono mai soffermata sul termine conflitti,per me conflitto era solo sinonimo di Guerra….in realtà dopo l’evento al quale mi hai invitata,di tanto in tanto penso a questa parola e il significato di Conflitti si traduce ora in Vita….nel mio caso specifico ho sempre lasciato in un angolo le mie esigenze di persona e mi sono data a tutto quello che mi circonda
lavoro,famiglia,amici ….ho permesso a tutti di prendersi il meglio di me, ora sono io ad aver bisogno e non trovo disponibilità perché ognuno è impegnato nella propria vita.
Vivo pertanto quotidianamente il conflitto del mio altruismo contro l’individualismo.
In questo momento questo è  il mio pensiero…

roberta-battistellaBuona vita

Roberta Battistella

 

Il conflitto è l’antitesi, come l’essere e il non essere, il bianco e il nero, la luce e il buio,la guerra e la pace… è la forza che muove il mondo e la natura.
Il preoblema è l’incapacità di capire il giusto livello di conflitto, il livello utile , il livello creatico il livello che porta a qualcosa di buono e utile.
AMORE: l’animale entra in conflitto per sfamare  i suoi cuccioli.
AMARE: il conflitto tra una madre e il suo piccolo per insegnarli a crescere
ODIARE: uccidere senza una ragione
ODIARE: discriminare una persona per la sua razza

AMORE E ODIO IL CONFLITTO CHE GUIDA IL MONDO

mauro-boniniMauro Bonini

 

L’argomento « conflitto », è molto interessante quindi con piacere rilascio un pensiero.

Del conflitto inteso come guerra se ne parla già abbastanza e sorvolerei, credo che ognuno di noi peróviva quotidianamente una situazione di conflitto personale e sociale.

Lo scontrarsi con gente arrogante che crede di possedere dell’onnipotenza du tutto e tutti , è uno dei conflitti più frequenti nel nostro quotidiano che piú mi disturba, personalmente sono infastidita da gente convinta che al mondo ci siano persone meritevoli di privilegi ed altre senza diritti ( gente di serie A e B).

Ma, penso che in qualche modo il conflitto possa anche essere costruttivo se dopo uno scontro verbale si arriva ad un accordo di pacifica convivenza e questo puó succedere solo con persone disposte ed un confronto e con un’ ampia apertura mentale.

L’argomento meriterebbe lunghe chiacchierate, ma mi fermo qui salutando calorosamente Ola-Dele Kuku, ringraziandolo delle sue perle di saggezza.

chiara-cestaroUn abbraccio,

Chiara Cestaro

 

…Il conflitto.

Sono Cesare Capone e nella mia umile semplicità, vorrei dire la mia sulla parola conflitto.

Per me il conflitto è una guerra che può assumere diverse sfaccettature.

La prima cosa che viene in mente sono le guerre mondiali, civili e finanziarie, con tante perdite di vite umane e beni. Sono le più stupide ed inutili perché decise da pochi uomini, i quali solitamente non partecipano, ma combattute da molti sfruttando l’ignoranza o il bisogno altrui.

Esistono però conflitti ppiú «  piccoli », piú personali, per essmpio quando siamo arrabbiati con qualcuno, oppure quando abbiamo paura di non riuscire a svolgere un compito. Le semplici sfide con noi stessi. Il controllo di noi stessi.

Questi nascono principalement da insicurezza personale, quante volte rinunciamo in qualcosa senza neanche provarci creando un altro conflitto, che porta alla domanda : « chissà se ci fossi riuscito »…

Esiste anche il conflitto più importante e difficile, quello di lottare contro una malattia, massacrante e snervante. Combattiamo fino all’ultima risorsa di forza e se riusciamo a guarire ci sentiamo vincitori, quasi imbattibili, ma è qualcuno dall’alto che vuole darci un’altra possibilità

dimostrandoci la nostra fragilità, come una prese di coscienza della nostra vita sulla nostra vita.

Concludo dicendo che i conflitti non sono poi tanto convenienti, non ci sono vinti o vincitori ma tutti perdono qualcosa che può essere, vita, coscienza, sicurezza, beni.

Il conflitto si può risolvere guardando una persona o un problema dall’anima , guardando dentro,

ma noi non abbiamo tempo, dobbiamo correre siamo egoisti, gli occhi vedono ciò che noi vogliamo vedere senza interpellare la mente.

Forse conviene stringerci la mano e goderci la vita che ci rimane con gioia e serenità.

cesare-caponeCesare Capone

 

Il mio pensiero sull’evento che ho avuto il piacere di vivere con voi è molto positivo.

Mi ha colpito ed impressionato vedere la sinergia di così giovani artisti impiegati nella comune missione di dare un contributo alla risoluzione di grandi e gravi problemi umanitari come gli effetti disastrosi di guerre e scontri che attraversano il nostro quotidiano. Queste situazioni di conflitto e rabbia dividono e distruggoni valori e tradizioni, oltre che a tante meraviglie lasciateci in eradità da questo mondo, generando solo altro rancore e tensione. Reazione a catena.

Mi da gioia e sparanza, sentire quanta energia e desiderio di comune uguaglianza esprimete con le vostre diverse espressioni d’arte e cultura.

Avete dimostrato a quanto possa essere costruttivo e necessario condividere pensieri, espressioni, con il comune progetto di « pace » e rispetto ad ogni uomo, individuo, a prescindere dal credo, razza e professionalitá.

Mi sono ricordata inoltre che l’arte é lo strumento piú efficace per esprimere ciò che abbiamo nell’anima e ad esternare ciò che non possiamo fare a parole.

chiara-bicciatoChiara Bicciato

 

Il mio conflitto piú grande? È stata l’adolescenza.

Pensavo di poter chiudere con lei una volta essere uscita dalla mia, ma il problema si è riposto davanti con la cerescita dei miei bambini.

Con mia figlia piú grande passavo ore e ore in bagno a parlare perché aveva « le vocine positive e negative » , così lei le chiamava, che erano in conflitto tra loro. Mi ha dato molto da fare.

Con il più piccolo posso dire di essere ancora in piena fase di battaglia. Ormoni alle stelle, cambiamento d’umore, conflitto con il suo corpo e con la sua identità, la scuola, gli amici, i primi amori. Una battaglia ogni giorno. Essere genitori richiede molto controllo di sè stessi e molto amore.

Da sempre è stato detto che non è facile essere genitori, ma ora ho come l’impressione che lo sia di piú, a causa della quasi totale perditadi valori.. Credo perció che la figura di un padre ed di una madre forte, all’interno di una società superficiale e fluida, possa fare la differenza, possa incidere molto per lo sviluppo di un individuo che entrerà a far parte del mondo. Le radici sulle quali cresciamo sono i piedi che ci faranno camminare nell’oggi e nel domani.

Insegnando l’amore ad un figlio si insegna l’amore al mondo.

michela-cestaroMichela Cestaro