Alice Mestriner (Multimedia Artist)

Alice Mestriner - Turchia/Istambul

Alice Mestriner – Turchia/Istanbul


Alice Mestriner

Alice Mestriner

Una parte del lavoro di Alice Mestriner nasce dall’osservazione di fatti. Osservare la realtà che mi circonda e tradurla in rappresentazione è il mio obiettivo. Non è un processo di creazione di immagini che porta a generare copie e copie della realtà; ma è invece un procedimento di riflessione il cui scopo ultimo è la riflessione.

Anche se la non presa di posizione è anch’essa una scelta, tutte le fotografie che presento in questo progetto non hanno nessun taglio critico né politico e  nessun giudizio. Ciò che loro significano, non deve essere che scritto nella loro stessa rappresentazione. Se consideriamo il mondo  come la totalità dei fatti e non delle cose, dove per fatti intendiamo le parole e dove per cose si intendono gli atti che accadono, significa anche accettare di dire che il linguaggio è pura rappresentazione della realtà. Il conflitto però  nasce qui, per mezzo del rapporto tra linguaggio e realtà, poiché il linguaggio rappresenta il mezzo di espressione del pensiero. Il linguaggio così diventa una totalità di proposizioni che significano i fatti. A ogni fatto, ossia  a ogni elemento della realtà, corrisponde una parola che lo disegna e descrive.

Ludwig Wittgenstein formula una “teoria raffigurativa del linguaggio” afferma che la lingua, l’insieme delle proposizioni dotate di senso, svolge un unico compito: denominare le cose. Ogni proposizione del linguaggio verbale è una raffigurazione di fatti e la raffigurazione, è una rappresentazione formale, di ordine logico e non una semplice copia della realtà.
Secondo la ricerca di Alice Mestriner il linguaggio che noi usiamo per parlare è come un asintoto. In geometria analitica,  l’asintoto di una curva è una linea tale che la distanza tra la curva e la linea si avvicina a zero, senza mai toccarlo, in quanto tendono all’infinito.  Prendendo questo in considerazione risulta facile capire e condividere che il Linguaggio risulta essere la prima fonte di conflitto. Come ci è possibile arrivare ad un accordo se già alla base di questo accordo c’è un buco, un salto, una mancanza di comprensione del significato? Non possiamo, e, questo è il motivo per il quale non siamo capaci di andare oltre ai conflitti, proprio perché non possiamo comunicare veramente, non possiamo nemmeno avere la certezza di arrivare completamente a condividere qualcosa. Le parole per propria caratteristica sono invisibili, ed ognuno di noi è libero di associarle ad una propria immagine che arriva dalla nostra esperienza personale. Le parole perciò sono contestualizzate per nostra esperienza e non possono essere condivise fino in fondo. Il loro significato è come un nostro segreto; il linguaggio è qualcosa che costruisce e descrive il nostro mondo e la nostra persona.

Esso ci da l’impressione di essere comunicativi, ma è solo un’illusione. La stessa illusione che costruisce il nostro mondo, nel quale noi cerchiano di vivere e  condividere cose e pensieri, ma comunicandoli sempre  a partire dall’illusine della condivisione, dall’illusine che la persona con la quale parliamo arrivi a comprendere a pieno il mostro messaggio.
Il linguaggio ha dunque la capacità di creare e di essere interpretato allo stesso tempo. Qui si trova l’inizio del conflitto, l’inizio del potenziale disastro collettivo.

Alice Mestriner è nata in Italia a Treviso dove frequento il Liceo Artistico, dove dopo due anni di studi sceglie di specializzarsi in scultura. Mentre studiava scultura si avvicina inoltre alla filosofia, interesse che è tutt’oggi presente nella sua vita e nei suoi lavori. All’università sceglie il corso di Arti Multimediali allo I.U.A.V. di Venezia. L’università è per lei un momento di ricerca, sfida e di continua messa in discussione.

Nel 2008 a Treviso ha una mostra personale di fotografia presso il Progetto Giovani- “Lo stato delle cose”. Nel 2012 vince un concorso di esposizione al Grand Central di Santa Ana in California. Nel 2013, al primo anno di università intraprende un viaggio di ricerca artistica negli Stati Uniti, viaggiando tra Boston,Yale,New York, New Haven e New Hampshire. Nel 2015 decide di partire per Ankara e andare a studiare in Turchia per sei mesi. Durante il suo soggiorni compie un viaggio che costeggia tutto il perimetro dello stato e rientra a casa completamente destabilizzata. Il 10 Ottobre 2015 è la data del primo attentato allo stato turco che segnerà in un certo modo la vita di Alice. Dopo in suo rientro la sua ricerca artistica si sviluppa verso una ricerca sul linguaggio e sui conflitti e le incomprensioni che la lingua crea. Diventa ancora più importante per lei la  filosofia Wittgenstein. Rientra in Italia ad Agosto 2016 dopo quattro mesi in Canada dove svolge il suo tirocinio con un duo di artisti, il Duo AZed, ma lavora inoltre all’interno di diverse gallerie, come ad esempio la Galleria R3, Galerie d’art du Parc,  Centre Culturel Pauline Julien, La Maison de la Culture per l’installazione di alcune mostre. Inoltre collabora all’installazione della Biennale di Scultura di Trois-Rivières . Durante l’estate 2016 viaggerà per un mese attraverso gli Stati Uniti d’America per la sua ricerca artistica. E’ attualmente impegnata come collaboratric all’interno della “15. Mostra internazionale di Architettura” per la Biennale di Venezia, presso il Padiglione Nigeria, nel quale si è occupata di curare l’evento “A continous state of time”, dove assieme all’artista  espositore Ola-Dele Kuku stanno organizzando un tour dello stesso evento in altri paesi europei e non.

 

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